Europa : l’Italia nei pagamenti della P.A. non è ancora conforme ai regolamenti UE

La Commissione ha bacchettato ancora una volta l'Italia perchè non è ancora conforme alla direttiva sui ritardi di pagamento. La modifiche apportata, nel mese di aprile 2017, al Codice dei contratti pubblici italiano, estende sistematicamente di trenta giorni i tempi di gestione del pagamento delle fatture per stato avanzamento lavori negli appalti pubblici. Tale disposizione è una violazione della direttiva europea sui ritardi di pagamenti la quale dispone che le autorità pubbliche debbano eseguire i pagamenti non oltre 30 o 60 giorni dalla data di ricevimento della fattura o al termine della procedura di verifica della corretta prestazione dei servizi. L'Italia avrà due mesi per rispondere alle argomentazioni formulate dalla Commissione e in mancanza la Commissione potrà decidere di deferire l'Italia alla Corte di giustizia dell'UE.

La Commissione il 7 Giugno 2018 ha diramato un comunicato stampa nel quale ha reso nota la sua decisione di aver inviato un parere motivato all'Italia segnalando che il suo diritto nazionale non è conforme alla direttiva sui ritardi di pagamento (direttiva 2011/7/UE). Le autorità italiane si sono difese sostenendo che tale ulteriore periodo sia necessario ai fini delle verifiche anche nei casi nei quali siano già state svolte nel corso delle diverse fasi di realizzazione delle opere pubbliche. Tale disposizione, secondo la Commissione, è una violazione della direttiva sui ritardi di pagamenti la quale dispone che le autorità pubbliche debbano eseguire i pagamenti non oltre 30 o 60 giorni dalla data di ricevimento della fattura o, se del caso, al termine della procedura di verifica della corretta prestazione dei servizi. Nel luglio 2017 la Commissione aveva già inviato una lettera di costituzione in mora all'Italia nel quadro di un impegno costante volto a garantire la tempestività dei pagamenti a favore degli operatori economici, spesso PMI, e a migliorare l'attuazione della direttiva in tutta l'UE. Ci auguriamo che il nuovo Governo, oltre che a rispondere entro due mesi alle argomentazioni formulate dalla Commissione, metta in atto tutte le procedure necessarie per ridurre i tempi di pagamento delle Pubbliche Amministrazioni.

 






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